A fronte di un capillare studio effettuato da un nostro associato e Consigliere si è constatata la forte disparità di trattamento economico fra i molteplici Comuni e le Regioni, per quanto riguarda le tariffe delle varie strutture residenziali e diurne per le persone con disabilità, e oltre a questo è emerso anche una forte differenza di trattamento sulla deducibilità delle quote di compartecipazione ai servizi socio sanitari per le persone disabili. Maggiori informazioni
Il libro di Marco Baruffaldi
Il nostro associato Marco Baruffaldi, ragazzo con sindrome di down che canta contro il bullismo, ha scritto un libro autobiografico dal titolo “ SFIGATAMENTE FORTUNATO” – Il bello di esser fuori – con il patrocinio di alcune Associazioni, tra cui “Prima gli Ultimi” e “Il Filo d’Oro”. Il libro esce in questi giorni e faremo in modo di presentarlo, con un paio di eventi, prima a Modena e poi a Parma. Il costo del libro è di €. 20,00 e parte del ricavato andrà anche alle Associazioni citate sul retro della copertina.
Riunione soci
In data 02/11/2022, alle ore 17 si è tenuta una riunione con i soci dell’Associazione, regolarmente convocata, alcuni dei quali in presenza e altri in video conferenza per discutere sulla ripresa delle attività dopo la lunga pausa estiva e un aggiornamento sui temi di attualità.
Apr, 2021
2 APRILE – GIORNATA MONDIALE DELL’AUTISMO
Oggi è la giornata mondiale dell’autismo. Sensibilizziamo le persone su questo tema.
IL COLORE DELL’AUTISMO E’ IL BLU, che ha il potere di risvegliare il senso di “sicurezza” e il bisogno di di “conoscenza”.
Apr, 2021
LA RIFFA DI PASQUA: AUGURI A CHI HA VINTO IL 1° PREMIO!
Si è conclusa la Riffa di Pasqua 2021 con l’assegnazione del 1° premio. Un meraviglioso UOVO RICAMO realizzato da una famosa cioccolateria di Parma.
COMPLIMENTI ALLA VINCITRICE E BUONA PASQUA A TUTTI NOI!
DANZA PER IL 21 MARZO “GIORNATA MONDIALE DELLA TRISOMIA 21”
Mar, 2021
Nell’UE un disabile su quattro non ha soldi per arrivare a fine mese
Articolo di Gianluca Martucci :
Indagine Eurostat. In Grecia e Bulgaria le percentuali più elevate di persone con handicap in difficoltà economica, ma in tutti gli Stati membri i normodotati stanno meglio. E cresce il rischio di accumulare debiti.
Bruxelles – Secondo Eurostat nel 2019 il 26 per cento degli adulti (di oltre 16 anni) residenti nell’Unione Europea colpiti da una condizione di disabilità per almeno sei mesi ha dichiarato di aver faticato ad arrivare a fine mese. Più di un disabile su quattro, quindi, ha detto di aver sofferto di difficoltà economiche che gli avrebbero impedito di sostenere ulteriori spese oltre a quelle strettamente necessarie.
Il confronto tra Stati membri però mostra uno quadro fortemente contrastante: In Grecia la percentuale di disabili in condizioni di ristrettezze economiche supera il 76 per cento, in Bulgaria il 65 per cento. Dalla parte opposta della classifica invece le percentuali di Finlandia e Germania si aggirano intorno al 10 per cento.
L’indagine dell’ufficio di statistica europeo mostra un male comune: in tutti i Paesi membri dell’UE le difficoltà economiche si fanno maggiormente sentire nella popolazione dei disabili rispetto a quanto si riscontra nella platea dei normodotati. E in alcuni casi, spesso concentrati nell’Europa dell’Est, lo scarto è considerevole. In Croazia, ad esempio, i residenti disabili che non ce la fanno ad arrivare a fine mese sono il 49 per cento del totale, mentre tra i normodotati la percentuale scende al 29 per cento; è uno dei divari più elevati nell’UE rispetto alle differenti opportunità economiche dei due gruppi di intervistati.
Le disparità si contano anche sulle possibilità alimentari. In Bulgariai disabili che hanno dichiarato di non potersi permettere neanche a giorni alterni il consumo di carne, pesce o un equivalente vegetariano raggiunge il 40 per cento del totale, tra i normodotati tale situazione è stata rilevata nel 25 per cento degli intervistati. Sono le percentuali più elevate in Europa per quanto riguarda le limitazioni delle abitudini alimentari. La media europea dei disabili che devono rinunciare a un consumo frequente di carne e di pesce (o di altro equivalente vegetariano) è dell’11,3 per cento, quota che non è superata da gran parte dei 27 Stati membri.
I numeri salgono quando si tratta di potersi permettere una vacanza all’anno di almeno una settimana. Nell’Unione Europea il 41 per cento dei disabili ha dichiarato di non poterlo fare (tra i normodotati il disagio riguarda il 24 per cento della popolazione). Rinunciano alle vacanze soprattutto i disabili in Romania (66,4 per cento degli intervistati), in Croazia (63,8 per cento) e in Bulgaria (60 per cento). I più fortunati sono i residenti in Finlandia e in Lussemburgo che registrano un dato vicino al 15 per cento.
Come nella logica del cane che si morde la coda, tuttavia, Eurostat ricorda che le difficoltà economiche possono incidere anche sull‘insorgenza di debiti (che a sua volta influisce sullo stile di vita). Anche riguardo a tale possibilità la condizione dei disabili nell’UE risulta essere mediamente peggiore rispetto a quella di tutti gli altri cittadini. Il 9,1 per cento degli intervistati colpiti da limitazioni per questioni di salute ha affermato di vivere in una famiglia in ritardo con i pagamenti dovuti a un mutuo o alle utenze domestiche (la stessa percentuale tra i normodotati è stata del 7,2 per cento). I Paesi con il numero più alto di persone indebitate tra i disabili sono Grecia (38,6 per cento) e Bulgaria (32,3 per cento). Il problema è quasi inesistente in Lussemburgo (2,1 per cento) e in Repubblica Ceca (3,1 per cento).
Dic, 2020
IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL REGOLAMENTO DEL COMUNE DI PARMA
IL COMUNE DI PARMA SI E’ ARENATO CONTRO IL MURO DELLA GIUSTIZIA DELLO STATO.
IL REGOLAMENTO VOTATO NEL 2018 INFATTI, AGGREDIVA LE PENSIONI DI INVALIDITA’ E DI ACCOMPAGNAMENTO, CONTRAVVENENDO IN TAL MODO ALLE LEGGI DELLO STATO, MA OGGI IL CONSIGLIO DI STATO LO HA DEFINITIVAMENTE BOCCIATO.
Dic, 2020
SENTENZA N. 7580 DEL 10.12.2020 DEL CONSIGLIO DI STATO
!!!DUE IMPORTANTI RISULTATI PER L’ASSOCIAZIONE “PRIMA GLI ULTIMI”!!!!
IL CONSIGLIO DI STATO HA ACCERTATO LA PIENA LEGITTIMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE A DIFENDERE GLI INTERESSI DELLE PERSONE CON DISABILITA’, E CONTESTUALMENTE HA DICHIARATO ILLEGITTIMO IL REGOLAMENTO DEL COMUNE DI PARMA SULLA COMPARTECIPAZIONE ALLE SPESE PER I SERVIZI AI DISABILI.
Dic, 2020
DIRITTO ALL’ISTRUZIONE E PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE. LA CORTE DI STRASBURGO CONDANNA L’ITALIA
Con sentenza del 10 settembre 2020, la prima sezione della Corte Edu ha condannato – all’ unanimità – l’Italia per aver violato l’art. 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione, in combinato disposto con l’art. 2 (diritto all’ istruzione) del Protocollo addizionale.
La causa G.L. c. Italia nasce dal ricorso di una minore, con autismo non verbale, nata nel 2004, la quale denuncia la mancanza di sostegno scolastico nei primi due anni della scuola primaria, dal 2010 al 2012, e dunque l’inottemperanza dello Stato all’ obbligazione positiva di garantire pari opportunità alle persone con disabilità. Nel 2007, dal suo ingresso nella scuola dell’infanzia, la ricorrente beneficiava di un insegnante di sostegno e di un’assistenza specializzata, in conformità della legge n. 104/1992, per ventiquattro ore a settimana, al fine di favorire l’inclusione, la socializzazione e la sua autonomia. Tuttavia, tale assistenza fu interrotta durante il primo anno di scuola primaria e i genitori della ricorrente domandarono a più riprese al Comune di Eboli la sua prosecuzione, senza ottenere alcuna risposta da parte dell’amministrazione. I genitori dunque pagarono privatamente un’assistenza specializzata per garantire alla figlia l’accompagnamento scolastico e, due mesi più tardi, l’amministrazione comunale comunicò loro l’impossibilità di ripristinare un’assistenza specializzata pubblica. Nel maggio 2012, i genitori di G.L. fecero ricorso al Tar, chiedendo la condanna dell’amministrazione al risarcimento dei danni per non aver garantito alla minore il diritto all’ assistenza specializzata, previsto dalla legge. Ricorso rigettato sia in primo grado, sia in secondo grado dal Consiglio di Stato.
Ricordando anzitutto che lo Stato – in materia di diritto all’ istruzione – ha il dovere di operare un bilanciamento tra i bisogni educativi e la sua capacità limitata a rispondervi, la Corte evidenzia che il principio di uguaglianza sostanziale richiede che lo Stato riservi un trattamento differenziato ad alcuni gruppi «per correggere diseguaglianze fattuali» (§ 52), e ciò è garantito ad esempio dall’educazione inclusiva, «che mira a promuovere le pari opportunità, soprattutto per le persone con disabilità» (§ 53).
La Corte di Strasburgo riconosce inoltre che il sistema giuridico italiano garantisce un’educazione inclusiva, tutelando anche il diritto all’istruzione in caso di disabilità. I minori con disabilità infatti sono collocati nelle classi ordinarie della scuola pubblica e lo Stato ha predisposto servizi psicopedagogici che assicurino la presenza di un insegnante di sostegno in classe, che coordina le azioni degli assistenti e che collabora con l’insegnante della classe, in regime di corresponsabilità.
La mancanza di un’assistenza speciale nel caso di specie è stata giustificata dal Governo allegando la carenza di risorse economiche. La Corte tuttavia, osservando che la minore non ha beneficiato per due anni dell’assistenza necessaria, riconosce che vi è stata una differenza di trattamento – non potendo più frequentare la scuola a parità di condizioni rispetto ai compagni – differenza fondata sulla disabilità.
Sul profilo procedurale, i giudici di Strasburgo rilevano che le giurisdizioni amministrative non hanno indagato sulla diligenza delle autorità interne – ad esempio, se queste abbiano o meno operato un giusto equilibrio tra i vari interessi in gioco, e soprattutto se vi sia stata una verifica sull’impatto delle restrizioni economiche, vale a dire se queste abbiano avuto uguali conseguenze sull’offerta formativa di tutti i minori, con e senza disabilità. Secondo la Corte, tali restrizioni economiche infatti avrebbero dovuto influire nello stesso modo su tutti gli studenti.
Ricordando l’art. 15 della Carta sociale europea [1], sottoscritta dagli Stati, i giudici della prima sezione affermano che la minore avrebbe dovuto beneficiare di un’assistenza specializzata, volta a favorire la sua autonomia e comunicazione, nonché a migliorare l’apprendimento, la vita sociale e l’integrazione scolastica, per allontanare il rischio dell’emarginazione.
Sulla base di queste valutazioni, la Corte conclude che le autorità non hanno agito con la «diligenza necessaria a garantire alla ricorrente il godimento del suo diritto in condizioni di pari opportunità rispetto ai compagni, in modo da operare un giusto equilibrio tra gli interessi concorrenti» (§ 72). Ad aggravare la violazione, il fatto che l’assenza del sostegno scolastico si sia verificata nell’ambito dell’educazione primaria.
[1] Art. 15 n. 5, Carta sociale europea: «le Parti si impegnano […] a favorire la loro completa integrazione e partecipazione alla vita sociale mediante misure, compresi i presidi tecnici, volte a sormontare gli ostacoli alla comunicazione ed alla mobilità ed a consentire loro di avere accesso ai trasporti, all’abitazione, alle attività culturali e del tempo libero».
15/09/2020