Una Vittoria per i Diritti delle Persone con Disabilità Mentale: La Sentenza 76/2025 della Corte Costituzionale


Introduzione

Con la sentenza n. 76 del 5 maggio 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune parti degli articoli 33, 34 e 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale), nella disciplina dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO) in condizione di degenza ospedaliera. Tale pronuncia rappresenta un passo fondamentale verso la tutela dei diritti delle persone con disabilità psichica, poiché riconosce come inaccettabili le mancanze procedurali che limitano il diritto di autodeterminazione e la difesa di chi è sottoposto a TSO senza informazione né contraddittorio  .


Contesto Normativo e Fatti di Causa

Nel nostro ordinamento, il TSO in condizione di degenza è regolato dagli articoli 33, 34 e 35 della legge 833/1978, che prevedono:

  • Presupposti sostanziali: alterazioni psichiche tali da richiedere interventi urgenti, rifiuto del paziente e impossibilità di cure extraospedaliere (art. 34)  .
  • Garanzie procedurali: parere medico iniziale, conferma da parte di un secondo specialista e provvedimento del sindaco (art. 33-34)  .
  • Convalida giurisdizionale: il sindaco notifica il TSO al giudice tutelare entro 48 ore; il giudice deve convalidare o meno entro le successive 48 ore (art. 35)  .

Nel caso esaminato, una donna di Caltanissetta era stata sottoposta a TSO per presunto tentativo di suicidio e abuso di psicofarmaci. Il sindaco aveva disposto il ricovero coattivo e il giudice tutelare aveva convalidato la misura il 18 gennaio 2021. Successivamente, la paziente aveva impugnato tale decreto, lamentando, tra l’altro, la mancata notifica dell’ordine sindacale e del provvedimento di convalida, nonché la mancata audizione dinanzi al giudice tutelare  .


Le Censure Sollevate e le Questioni di Legittimità Costituzionale

La Corte di Cassazione, nel rimandare la questione alla Corte Costituzionale, ha evidenziato che la normativa in vigore non garantiva:

  1. Notifica tempestiva al paziente del provvedimento sindacale di TSO e dell’ordinanza di convalida del giudice tutelare.
  2. Avviso sulla possibilità di revocare il TSO o di ricorrere dinanzi al Tribunale.
  3. Audizione della persona interessata da parte del giudice tutelare prima della convalida  .

Questi elementi costituivano, secondo la Corte di Cassazione, un deficit procedurale tale da compromettere il diritto al contraddittorio, alla difesa, alla conoscenza delle ragioni della misura e, di conseguenza, alla tutela giurisdizionale effettiva  .

Le questioni sollevate riguardavano la possibile violazione degli articoli 2, 3, 13, 24, 32, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione agli articoli 6 e 13 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo  .


I Principi Costituzionali In Gioco

1. Libertà Personale e Autodeterminazione (art. 13 e 32 Cost.)

Il TSO coattivo comporta una privazione temporanea della libertà personale e limita l’autodeterminazione nel contesto della scelta delle cure. La Corte ha ribadito che, in presenza di coazione fisica, le garanzie dell’art. 13 (diritto alla libertà personale) si sommano a quelle dell’art. 32 (diritto alla salute)  .

2. Diritto di Difesa e Contraddittorio (art. 24 e 111 Cost.)

Ogni procedimento che incida sulla libertà deve avvenire nel contraddittorio e garantire l’effettività dell’accesso alla giustizia. La mancata notifica e la mancata audizione impediscono al paziente di comprendere le ragioni del TSO, fare valere le proprie ragioni e ottenere un ricorso tempestivo, violando gli articoli 24 e 111 della Costituzione  .

3. Uguaglianza e Rimozione degli Ostacoli per i Fragili (art. 3, secondo comma Cost.)

Le persone con disabilità psichica non possono essere discriminate tramite procedimenti che non riconoscano la loro situazione di fragilità. Occorre rimuovere gli ostacoli materiali e procedurali che impediscono a chi ha una condizione di disabilità mentale di partecipare attivamente al proprio processo di cura e di difesa  .


La Decisione della Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 33, 34 e 35 della legge 833/1978 nella parte in cui non prevedono:

  • La notifica tempestiva al paziente (o al suo legale rappresentante) del provvedimento sindacale di TSO, con avviso sulla convalida e sul diritto di chiedere revoca.
  • La notifica tempestiva al paziente (o al suo legale rappresentante) dell’ordinanza motivata di convalida del giudice tutelare, con avviso sul diritto di proporre ricorso.
  • L’audizione obbligatoria della persona interessata da parte del giudice tutelare prima della convalida  .

La Corte ha rilevato che tali carenze impediscono di fatto l’esercizio del principio di contraddittorio, rendono il controllo giurisdizionale meramente formale e ostacolano il diritto a un ricorso effettivo, elementi essenziali di un giusto processo previsti dagli articoli 13, 24 e 111 della Costituzione, e dall’art. 6 CEDU  .


Implicazioni per la Tutela delle Persone con Disabilità

  1. Rafforzamento delle garanzie per i TSO La sentenza impone al legislatore di riformare la categoria del TSO, prevedendo misure minime di informazione e contraddittorio, analoghe a quelle già estese ad altri soggetti vulnerabili (minorenni, amministrati di sostegno, detenuti, ecc.)  .
  2. Diritto all’Informazione e alla Partecipazione La persona con disabilità psichica non può più restare all’oscuro dell’atto che limita la propria libertà e la scelta delle terapie. È un riconoscimento della dignità della persona, che deve poter partecipare, per quanto possibile, al proprio percorso terapeutico e difensivo  .
  3. Maggiore Attenzione ai Bisogni delle Persone Fragili Viene riaffermato il principio che l’ordinamento deve modulare le misure procedurali tenendo conto delle condizioni di fragilità: l’audizione in luoghi adeguati (reparto ospedaliero), il coinvolgimento di familiari o amministratori di sostegno, un linguaggio accessibile, strumenti di supporto  .
  4. Stimolo a Politiche di Prevenzione e Cura Territoriale L’eliminazione delle garanzie nei TSO coattivi ha evidenziato la necessità di potenziare le cure extraospedaliere, favorendo percorsi di riabilitazione e assistenza domiciliare in modo da ridurre la ricorrenza di ricoveri forzati  .

Come Agire da Adesso in Poi

1. Per i Legislatori e le Istituzioni (H3)

  • Intervenire tempestivamente con un disegno di legge che integri notifiche obbligatorie e audizioni preventive.
  • Predisporre linee guida per la formazione di sindaci, operatori sanitari e giudici tutelari sul rispetto delle nuove garanzie.
  • Favorire modelli di presa in carico territoriale potenziando i servizi psichiatrici di comunità.

2. Per le Associazioni e i Cittadini

  • Diffondere questa sentenza: sensibilizzare la comunità sulle violazioni procedurali finora tollerate e su come esse colpiscano in primis le persone con disabilità psichica.
  • Offrire supporto legale: attivare sportelli informativi per aiutare chi riceve un ordine di TSO a verificare la correttezza formale di ogni atto e, eventualmente, impugnare tempestivamente.
  • Promuovere campagne di sensibilizzazione nelle scuole, aziende e comuni, per far comprendere che la salute mentale richiede percorsi di cura rispettosi dei diritti fondamentali.

La sentenza 76/2025 della Corte Costituzionale rappresenta una svolta epocale per la protezione dei diritti delle persone con disabilità psichica. Finalmente, l’ordinamento riconosce che non si possono limitare la libertà e la dignità di chi è in stato di fragilità senza fornire adeguata informazione, contraddittorio e tutela giurisdizionale effettiva. Ora tocca a noi—associazioni, operatori, cittadini—raccogliere questa sfida: occorre vigilare perché le nuove garanzie diventino prassi quotidiana, incoraggiare modelli di assistenza integrata e prevenire il ricorso agli interventi coattivi, promuovendo percorsi di cura inclusivi e rispettosi dei diritti di ciascuno.

Un futuro di piena inclusione è possibile: uniamoci per fare in modo che nessuno sia costretto a subire un TSO “al buio” senza conoscere le proprie ragioni e senza poter difendere la propria dignità.


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